FORMAZIONE

T-REDS

Oggi la “buona scuola” ha introdotto la “didattica delle competenze” dove il “saper fare” è più importante del “sapere”. T-REDS è perfettamente allineato a questo assunto e propone il difficile passaggio dalla teoria alla pratica perché “nasce” dallo sport dove l’azione origina da un “pensiero veloce” e allenato.
Il percorso di formazione si articola in moduli ed è rivolto ad educatori, allenatori, insegnanti e responsabili di settore a livello aziendale. E perché no, anche ad alunni, atleti e lavoratori.
Ognuno può trovare, in base al proprio ruolo, strumenti per migliorare la propria azione in un contesto di gruppo.

MODULI

(ogni modulo corrisponde ad una lezione di … ore informativa)

1. LA NON VALUTAZIONE PER EDUCARE

Il giudizio “uccide” la creatività e lo spirito di iniziativa perché limita l’azione con parametri rigidi. L’atleta deve essere incoraggiato a sperimentare senza paura e aiutato a riconoscere il suo operato che non si riduce al risultato della partita…

2. LA NON PROGRAMMAZIONE PROGRAMMATA

Troppe volte vediamo allenatori che applicano un lavoro preparato a tavolino. Questo significa che l’azione del gruppo deve “piegarsi” allo schema di chi gestisce la seduta.
Ciò è contrario al presupposto del nostro allenamento: prima si deve conoscere ogni singolo componente (come persona e non solo come atleta), poi si possono condividere gli “itinerari” di lavoro…

3. CHECK-LIST

Ogni fondamentale viene codificato in punti precisi che vanno dall’equilibrio posturale al contatto con l’attrezzo fino al movimento nello spazio. Lo sviluppo dei punti della check-list parte da una base biomeccanica e viene condiviso con gli atleti attraverso immagini esemplificative. Esistono diversi tipi di liste di controllo a seconda delle esigenze…

4. L’AUTOVALUTAZIONE

È un meccanismo attraverso il quale l’atleta si rende consapevole del suo percorso. Va educato a comprendere quali sono i parametri con cui si deve valutare. Si è elaborato un sistema con cui gli sguardi del papà, dell’allenatore, della mamma e dell’atleta si incrociano per ottenere degli spunti di confronto e non per dare un voto o per “incasellare” il ragazzo.

Data la struttura pratica del percorso l’elemento determinante è dato dalla figura del tutor (esperto T-REDS) che ha il compito di monitorare un percorso intrapreso proprio per rendere concreta la teoria. Il tutor ha il compito di osservare e consigliare ma non giudicare nell’ottica di costruire percorsi e non di seguirne di già strutturati.